A pochi chilometri da Malcesine, le suggestioni di un piccolo centro dal fascino antico, capace di ispirare anche un grande pittore come Gustav Klimt durante il suo soggiorno sul Garda
C’è un villaggio, sulla sponda veneta del lago di Garda, dove il tempo pare essersi fermato per davvero. Le vecchie case, gli stretti vicoli, i ponticelli e il porticciolo pieno di barche colorate fanno di Cassone, borgo situato circa 4 chilometri a sud di Malcesine, la meta imperdibile per gli amanti delle atmosfere intime e raccolte. Dal paese celebre per il Castello scaligero ci si può arrivare anche a piedi, percorrendo in circa un’ora la suggestiva passeggiata lungo lago, con scorci impareggiabili sullo specchio d’acqua e le montagne circostanti.



Visioni da cartolina
Sembra incredibile, ma un centro così piccolo, fatto di poche centinaia di anime, ha davvero tantissimo da offrire. La visita non può che cominciare dal porto, capace di regalare una veduta da “cartolina” e risorsa cruciale nei secoli per Cassone, borgo che ha legato le sue fortune all’attività della pesca. Una tradizione che oggi continua grazie al Museo del Lago e della Pesca, aperto nel 2008: all’interno, testimonianze fotografiche e una ricca collezione di attrezzi impiegati nella pesca e nelle vita quotidiana, tramandati fino ai nostri giorni. A fare da sfondo a barconi e banchine e la “Toresela”, la piccola torre perfettamente conservata che è uno dei simboli iconici di Cassone. Lasciando il porto e passeggiando in direzione nord ci si imbatte presto nella splendida scultura in bronzo realizzata nel 1987 dall’artista spagnola Luisa Granero Sierra: raffigura una giovane donna intenta ad asciugarsi dopo un piacevole bagno nel Garda. Non è questo l’unico legame tra Cassone e l’arte, anzi. Il piccolo borgo ha ispirato niente meno che il grande pittore viennese Gustav Klimt, il quale nel 1913 si concesse una lunga vacanza estiva nell’alto Garda. In questo periodo realizzò tre quadri, tra i quali “Kirche in Cassone”, Chiesa a Cassone. Klimt lo avrebbe dipinto da una stanza affittata a Tremosine, sulla sponda bresciana del lago: voleva infatti osservare la zona di Malcesine da lontano, per farne il soggetto delle sue opere. Un altro dipinto di questo periodo, “Malcesine am Gardasee”, è avvolto nel mistero: si pensava fosse stato distrutto nell’incendio appiccato dalle SS al castello di Immendorf l’8 maggio 1945, ma più recentemente si è fatta strada l’ipotesi che il quadro sia stato rubato e sia ancora oggi in circolazione.






