Il Tempio sacrario degli Sport nautici custodisce la memoria dei grandi protagonisti italiani delle discipline acquatiche
A Garzola, sul versante che da Como sale verso Brunate, si trova il Santuario di Nostra Signora del Prodigio, noto anche come Tempio sacrario degli Sport nautici. La sua posizione è tra le più suggestive del territorio comasco. Adagiato su una terrazza naturale, domina la città e il primo bacino del lago, mentre lo sguardo si perde tra le montagne che ne disegnano il profilo. Non a caso viene spesso definito un balcone affacciato su Como, un punto privilegiato da cui contemplare la bellezza del paesaggio e lasciarsi avvolgere dalla quiete. La storia del santuario inizia nel 1915, quando monsignor Antonio Pagani portò a Garzola l’icona della Madonna del Prodigio e promosse la costruzione di un luogo di culto a lei dedicato. Solo nei primi anni Sessanta però il progetto venne ripreso, per poi essere completato nel 1968. L’aspetto più sorprendente dell’edificio è la sua architettura moderna. Progettato dall’architetto Fulvio Cappelletti, il santuario ha una forma che richiama esplicitamente una nave. Non è una scelta casuale: tutta la simbologia del luogo è legata alla navigazione e alla protezione dei naviganti. Dall’esterno la costruzione appare come una grande vela bianca protesa verso il lago; all’interno, corde, sartie e richiami all’acqua accompagnano il visitatore in un percorso ricco di suggestioni. Dietro l’altare, una grande vetrata narra la leggenda del ritrovamento dell’icona della Madonna.
Quello che rende questo santuario un luogo unico in Italia è però il piano inferiore. Qui prende vita il sacrario degli sport nautici: una grande sala dedicata alla memoria delle discipline acquatiche e dei loro protagonisti. Tra cimeli, fotografie, trofei e testimonianze, il percorso racconta alcune delle pagine più significative dello sport italiano: il canottaggio, che ha trovato nel Lago di Como una delle sue culle più prestigiose, la vela, il nuoto, i tuffi, la motonautica e lo sci nautico. Ogni oggetto custodisce una storia di sacrificio e talento; ogni teca restituisce il ricordo di atleti che hanno portato il tricolore sui più importanti campi di gara del mondo.



Per la sua natura, il santuario è diventato nel tempo un luogo dedicato non solo alla fede, ma anche alla memoria di quanti hanno legato la propria vita all’acqua e allo sport. Qui trova spazio anche il ricordo della tragedia di Brema: il 28 gennaio 1966 un aereo della Lufthansa precipitò durante l’atterraggio nella città tedesca, causando la morte di alcuni membri della Nazionale italiana di nuoto e tuffi: i campioni Bruno Bianchi, Dino Rora, Sergio De Gregorio, Amedeo Chimisso, Luciana Massenzi, Carmen Longo, Daniela Samuele, oltre al commissario tecnico Paolo Costoli e al giornalista Nico Sapio. Una delle pagine più dolorose della storia dello sport italiano, che segnò profondamente il mondo delle discipline acquatiche.
Nel sacrario la loro memoria continua a vivere accanto a quella di generazioni di campioni che hanno dedicato la propria vita all’acqua. Tra le figure più care al territorio comasco spicca quella di Filippo Mondelli, campione del mondo di canottaggio cresciuto sulle acque del Lago di Como. Scomparso nel 2021 a soli ventisei anni, Mondelli continua a rappresentare un esempio di talento, forza e determinazione. A lui è dedicata una teca, che conserva il ricordo della sua straordinaria esperienza umana e agonistica. Sospeso tra il cielo e il lago, il Tempio sacrario degli Sport nautici è molto più di un santuario. È un luogo della memoria collettiva, dove il racconto delle imprese sull’acqua continua a parlare alle nuove generazioni.






