Navigazione Laghi
Magazine Navigazione Laghi
Navigazione Laghi
Magazine Navigazione Laghi
Magazine Navigazione Laghi

Filtra

No Result
View All Result

Home » Fuori rotta » Dalla Bruschera al San Quirico, la natura di Angera

Dalla Bruschera al San Quirico, la natura di Angera

Reading Time: 4 mins read
Ascolta la lettura
Fuori rotta
Lago Maggiore
Dalla Bruschera al San Quirico, la natura di Angera
by Marta Dal Maso
16 Luglio 2026

A pochi chilometri dal centro ci si può immergere in una delle zone umide più importanti della provincia di Varese e risalire sentieri collinari panoramici

Ad Angera la Rocca Borromea, con l’interno Museo della Bambola e del Giocattolo, è l’attrazione più visitata dai turisti e la sua posizione privilegiata, in cima a uno sperone roccioso, regala una vista panoramica sul lago e sul borgo circostante. Gli scorci migliori sono però riservati a coloro che si immergono nella natura. Basta allontanarsi pochi chilometri dal centro per scoprire una delle più importanti e ampie zone umide della provincia di Varese e della riva occidentale del Lago Maggiore, la Palude della Bruschera. Si tratta di una foresta allagata, un’area di grande interesse dal punto di vista paesaggistico, ambientale ed ecologico, tanto da essere inclusa nella zona di protezione speciale “Canneti del Lago Maggiore”, e ci si può immergere al suo interno accedendo al sentiero 613 da via Arena o da via Bruschera.

Passo dopo passo – o in bicicletta -, ci si trova circondati da ecosistemi differenti: il bosco umido di ontani neri o quello di latifoglie, con una predominanza di querce, sistemi di risorgive, stagni e canneti dove è possibile ammirare numerose specie di piante, tra le quali anche iris d’acqua, tife e ninfee. In ecosistemi così variegati dal punto di vista vegetativo abitano numerose specie animali: piccoli mammiferi, anfibi, fauna acquatica e soprattutto diversi uccelli. Folaghe, svassi e gallinelle d’acqua hanno scelto la Bruschera come loro residenza abituale, ma gli osservatori più attenti e pazienti potranno scorgere anche aironi e altri migratori, falchi di palude, lodolai, nibbi bruni e nitticore. L’oasi, con anche una cabina per il birdwatching, è un vero e proprio rifugio per chi non rinuncia a sentirsi un po’ esploratore pur restando a pochi passi dalla città. A rendere ancora più interessante la passeggiata è il fatto che il sentiero 163 nasconda una sorpresa: per un tratto costeggia l’Isolino Partegora, affacciandosi su un piccolo golfo in cui trovano rifugio diversi uccelli acquatici, in particolare cormorani, folaghe e cigni, e offre una splendida vista sull’ampio pratone che caratterizza la costa angerese e sulla rocca borromea.

La chiesa di San Quirico
Vista della Rocca dalla palude

Il giro della Palude Bruschera è adatto a tutti, con i suoi soli 12 km di lunghezza e il poco dislivello (circa 50 m): è una passeggiata per tutta la famiglia, semplice ma di grande effetto.

L’offerta naturalistica di Angera non si ferma qui: in città c’è un punto di osservazione ancora migliore rispetto allo sperone della Rocca, ed è il Monte San Quirico. La collina ha un’altitudine che supera di poco i 400 metri, ma regala scorci ricchi di fascino a chi si incammina tra i suoi sentieri. Il promontorio è condiviso da Angera con la vicina Ranco, ed è caratterizzato da una fitta rete di stradine sterrate che portano alla scoperta di terrazzamenti vitati sulla dorsale angerese – è la zona di produzione dei Ronchi Varesini IGT -, e di altri punti di interesse come la chiesetta della Beata Vergine del Rosario di Uponne (frazione di Ranco). Tuttavia, il giro ad anello “classico” parte dal centro di Angera e, attraverso un sentiero nel bosco a tratti molto panoramico – che restituisce scorci della rocca borromea e di tutta la pianura della parte bassa del lago -, si arriva alla sommità del San Quirico, dove si trova l’omonima chiesa originaria del XIII secolo. Accanto alla struttura c’è uno spiazzo che permette di far viaggiare lo sguardo sulla parte superiore del Maggiore per arrivare fino alle Alpi.

Vista sulla Rocca di Angera e sul lago dal Monte San Quirico
L’Oasi della Bruschera è uno scrigno di biodiversità
Quando Volta scoprì l’aria infiammabile

Nell’area paludosa della Bruschera, Alessandro Volta scoprí il metano. Nel 1776, prima di inventare la pila, fu ospite di Teresa Castiglioni ad Angera e proprio nella palude cittadina scoprí il fenomeno dell’“aria infiammabile”: smuovendo i bassi fondali paludosi con l’aiuto di un bastone vide che risalivano bolle e raccolse quei vapori in bottiglie. Studiando il gas immagazzinato – esito della decomposizione di animali e vegetali – si accorse che poteva essere incendiato.

Potrebbe anche interessarti

L’incanto di Cassone, il borgo dei pescatori sospeso nel tempo
Fuori rotta Lago di Garda

L’incanto di Cassone, il borgo dei pescatori sospeso nel tempo

A pochi chilometri da Malcesine, le suggestioni di un piccolo centro dal fascino antico, capace di ispirare anche un grande pittore come Gustav Klimt durante il suo soggiorno sul Garda C’è un...

by Redazione
16 Luglio 2026
Details
Un santuario sospeso tra cielo e lago
Fuori rotta Lago di Como

Un santuario sospeso tra cielo e lago

Il Tempio sacrario degli Sport nautici custodisce la memoria dei grandi protagonisti italiani delle discipline acquatiche A Garzola, sul versante che da Como sale verso Brunate, si trova il Santuario di Nostra...

by Monica Areniello
16 Luglio 2026
Details

© 2021-2025
Gestione Governativa Navigazione Laghi
P.IVA 00802050153

Contatti

Per tutte le informazioni sul servizio
pubblico contatta il nostro numero verde
800 551801

  • Gerenza
  • Amministrazione Trasparente
  • Rassegna stampa
  • Area stampa
  • Lavora con noi
  • Segnalazioni e suggerimenti
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Preferenze sulla privacy

Navigazione Laghi
Magazine Navigazione Laghi

Il magazine online di Navigazione Laghi

Lago Maggiore / Lago di Garda / Lago di Como

  • EditorialeL’apertura del magazine: riflessioni, prospettive e pensieri che introducono i temi principali di ogni numero
  • Fermo immagineScatti e momenti iconici che raccontano i laghi e chi li vive, con fotografie capaci di fermare il tempo.
  • La parola al territorioVoci, testimonianze e storie di persone, enti e realtà locali che vivono, lavorano e animano la vita dei laghi
  • Fuori rottaApprofondimenti e percorsi per scoprire luoghi, eventi e storie inaspettate oltre le rotte consuete
  • Scheda di bordoInformazioni utili, dati e curiosità su chi lavora dietro le quinte e sui mezzi impiegati nella navigazione
  • AssociazioniUno spazio dedicato alle numerose realtà del territorio: attività, progetti e iniziative che valorizzano la comunità
  • Gerenza
  • Amministrazione Trasparente
  • Rassegna stampa
  • Area stampa
  • Lavora con noi
  • Segnalazioni e suggerimenti
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Preferenze sulla privacy
  • ITA
  • ENG

Categoria/Rubriche

  • EditorialeL’apertura del magazine: riflessioni, prospettive e pensieri che introducono i temi principali di ogni numero
  • Fermo immagineScatti e momenti iconici che raccontano i laghi e chi li vive, con fotografie capaci di fermare il tempo.
  • La parola al territorioVoci, testimonianze e storie di persone, enti e realtà locali che vivono, lavorano e animano la vita dei laghi
  • Fuori rottaApprofondimenti e percorsi per scoprire luoghi, eventi e storie inaspettate oltre le rotte consuete
  • Scheda di bordoInformazioni utili, dati e curiosità su chi lavora dietro le quinte e sui mezzi impiegati nella navigazione
  • AssociazioniUno spazio dedicato alle numerose realtà del territorio: attività, progetti e iniziative che valorizzano la comunità

Cerca tra gli articoli

Filtra

No Result
View All Result
  • Numeri precedenti