Il sentiero offre panorami mozzafiato, antiche rovine romane e tombe scavate nei massi erratici. In base al percorso scelto, l’itinerario può durare dalle due alle cinque ore complessive
Il Lago di Como è un vero e proprio paradiso per gli amanti del trekking. Tra i percorsi più apprezzati dagli appassionati spicca il sentiero ad anello che collega Torno, Piazzaga e Montepiatto, capace di offrire panorami mozzafiato, antiche rovine romane e tombe scavate nei massi erratici. Un viaggio attraverso i secoli che, in base al percorso scelto, può durare dalle due alle cinque ore complessive.
In mezzo al verde
Prima di iniziare il percorso vale la pena esplorare il centro di Torno, uno dei borghi più caratteristici della zona. Le sue viuzze si inerpicano su per le colline, mentre per gli amanti dell’architettura meritano una visita le chiese di Santa Tecla, situata nella piazza del porto, e quella trecentesca di San Giovanni Battista del Chiodo, dove si dice che sia conservata una delle punte con cui Cristo fu inchiodato alla croce. Il sentiero si raggiunge attraversando la strada statale che divide il paese in due. L’itinerario ha inizio in piazza degli Alini, da cui è possibile seguire le frecce rosse che segnalano la strada regia, per poi svoltare a sinistra ai bivi successivi in direzione Molina, Piazzaga e Massi Avelli. Così facendo si raggiunge una mulattiera in leggera salita, che costeggia campi e vecchie cascine fino ad offrire uno stupendo panorama del lago. Proseguendo si incontra la Porta Travaina, un arco di probabile origina romana, dopo il quale la vegetazione si fa più intricata per poi sbucare su un ponte sotto al quale scroscia un vivace torrente. Una volta attraversato, il sentiero si biforca e proseguendo sulla sinistra si incontrano i Massi Avelli. Si tratta di massi erratici scavati e utilizzati come sepolcri fin dalla preistoria. Denominati Avello del Maas, di Resina, delle Piazze, Negrenza e delle Cascine di Negrenza, misurano fino a 180 centimetri di lunghezza e 80 di altezza. I cartelli disseminati lungo il sentiero permettono di approfondirne la storia. Da qui è possibile proseguire verso il bosco, oppure tornare al ponte e svoltare a destra. In entrambi i casi si arriva a Piazzaga, dove si incontra un tipico crotto e uno spiazzo perfetti per fermarsi a pranzare. Superato l’abitato di Piazzaga, la mulattiera prosegue verso Montepiatto, arroccato a 610 metri di altezza. Qui l’attrazione principale è la chiesa di Santa Elisabetta e il vicino convento, che risalgono al XVI secolo e sono stati gestiti nei secoli da frati e monache di clausura. Dallo spiazzo che circonda la chiesa si gode di una vista mozzafiato sul lago. Poco lontano, nel bel mezzo di una radura nel bosco, si incontrano altri due massi erratici: la Roccia di San Carlo Borromeo, da cui si dice che il Santo avesse fatto sgorgare acqua per dissetarsi, e la Pietra Pendula, con una forma molto simile a un fungo. Da Montepiatto è possibile raggiungere Torno percorrendo il sentiero dell’andata, oppure prendere la più rapida mulattiera che scende sul versante occidentale del monte.









