Dall’Eremo di Santa Caterina del Sasso al San Carlone, un viaggio tra fede e meraviglia
Il silenzio, interrotto solo dal dolce tremolio dell’acqua, le montagne a fare da cornice e la pace che si respira tutt’intorno, rendono il lago Maggiore un luogo ideale per gli amanti della spiritualità. Non a caso qui si concentrano alcuni dei monumenti e delle architetture sacre più note e suggestive del Nord Italia, mete di pellegrinaggio per turisti di ogni età e provenienza. Tra queste, l’Eremo di Santa Caterina del Sasso, un luogo magico a picco sul lago e raggiungibile anche tramite battello, con uno scalo particolarmente suggestivo. Chi arriva a piedi dal superiore piazzale del Quiquio, invece, può accedervi tramite una lunga scalinata panoramica di ben 268 gradini, dalla quale si ammira una delle più belle vedute del lago Maggiore. Disponibile anche un comodo ascensore scavato nella roccia. Il complesso, arricchito da affreschi di diverse epoche, comprende tre edifici: il convento meridionale, il cosiddetto conventino e la chiesa di Santa Caterina. A collegarli due cortili terrazzati affacciati sul lago, con ampie arcate, adornate in primavera ed estate da incantevoli cascate di glicine.
La nascita dell’eremo avvenne in epoca medievale: allora il lago era attraversato da mercanti, pellegrini e viaggiatori di ogni sorta. Tra di loro c’era Alberto Besozzi, un ricco e avido commerciante che in seguito a un temporale si arenò con la propria imbarcazione nei pressi del luogo dove oggi sorge l’eremo. Qui invocò la santa martire Caterina di Alessandria d’Egitto, facendo voto di cambiare stile di vita e di dedicarsi alla preghiera. Salvatosi, anni dopo l’uomo fece costruire una piccola cappella in onore della santa e, quando l’uomo morì e venne proclamato beato, la sua salma venne deposta all’interno della chiesa, dove ancora oggi risiede.
Tra i monumenti sacri più celebri del territorio intorno al Maggiore troviamo poi la statua di San Carlo, che sorge su un colle a circa 310 metri di altitudine, sulla strada che collega Arona con Dagnente. Realizzata alla fine del XVII secolo, all’epoca – in virtù dei suoi 35 metri – era la statua più alta del mondo e rimase tale per quasi due secoli. Il San Carlone, così chiamato dagli aronesi, è visibile anche dal lago arrivando in battello. La particolarità dell’opera è che è visitabile dall’interno: tra le pieghe dell’abito del santo, infatti, si apre una porta attraverso cui il visitatore può salire fino alla sommità. Una volta giunti in cima è possibile osservare il panorama attraverso i fori corrispondenti agli occhi, alle narici e alle orecchie del santo, oppure attraverso le aperture sulla schiena.

Santuario di Re e il miracolo della Madonna del sangue
In un ideale itinerario alla scoperta della spiritualità sul Maggiore, non si può non fare tappa a Re, nella val Vigezzo, vera e propria meta di pellegrinaggi grazie al suo maestoso santuario dedicato alla Madonna del sangue. La sua fama è dovuta al racconto di un miracolo avvenuto la sera del 29 aprile 1494, quando un ragazzino, impegnato con alcuni amici nel gioco della piodella, scagliò una pietra contro l’immagine della Madonna. Il mattino seguente dal quadro iniziò a sgorgare sangue e continuò per i successivi venti giorni. I panni con i quali vennero asciugati i rivoli di sangue sono ancora oggi conservati in una teca all’interno del santuario.
In funivia fino al Sacro Monte
Spingendosi sul versante svizzero del lago Maggiore, il tour può idealmente concludersi presso il Sacro Monte della Madonna del Sasso di Orselina. Costruito su uno scenografico sperone di roccia, è raggiungibile tramite una funicolare che parte direttamente da Locarno. I ticinesi lo considerano uno dei luoghi storici e religiosi più importanti del cantone. La leggenda, infatti, vuole che a iniziarne la costruzione fu Fra Bartolomeo d’Ivrea, in seguito a un’apparizione della Madonna nel 1480.








