Il progetto DQuaDLA permette di riconoscere le criticità prima che diventino emergenze e di orientare interventi mirati per distribuire in modo più omogeneo le presenze sul territorio
Il Lago di Como è oggi una delle destinazioni più attrattive del panorama nazionale. Una meta che genera valore economico per il territorio, ma che impone anche nuove sfide: concentrazione dei visitatori, pressione su mobilità e servizi pubblici, tutela dell’ambiente e qualità della vita dei residenti. La priorità, dunque, è governare meglio i flussi.
È in questo scenario che si inserisce DQuaDLA (acronimo di Data Quality for Discovering Local Amenities), progetto finanziato dal Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Svizzera e realizzato da un partenariato composto dalle Province di Como, Lecco e Sondrio, dalla Città Metropolitana di Milano, dal Politecnico di Milano e dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI).
L’obiettivo del progetto è mettere a disposizione di enti pubblici e operatori del settore turistico un modello, reso operativo tramite una piattaforma informatica liberamente accessibile, per analizzare la dinamica dei flussi turistici attraverso dati e indicatori e restituire informazioni utili ad analisi di scenario e predittive: dati che, letti anche con il supporto di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, permettono di riconoscere le criticità prima che diventino emergenze e di orientare interventi e politiche più mirate, volte a prevenire situazioni di turismo sbilanciato.
In concreto, la piattaforma integra in un’unica interfaccia dati eterogenei, quali: presenze, ricettività, mobilità, meteo ed eventi, e li traduce in indicatori con soglie che segnalano condizioni di overtourism o undertourism, aiutando gli enti e gli operatori a individuare gli ambiti prioritari di intervento e le leve più adatte, come promozioni per destagionalizzare, ticketing digitale, informazioni in tempo reale ai visitatori su affollamenti e trasporti o regolamentazione coordinata tra comuni di accessi, orari e mobilità.
Governare i flussi non significa limitare il turismo, ma renderlo più sostenibile: distribuire in modo più omogeneo le presenze sul territorio, pianificare e migliorare i servizi pubblici locali, tutelare il patrimonio culturale e paesaggistico e la qualità della vita delle comunità e generare occasioni di sviluppo economico più diffuso.





