Il paesino della Val Veddasca, situato a quasi 1000 metri di altitudine, è accessibile soltanto a piedi o utilizzando una funivia, riaperta lo scorso anno
A Monteviasco il tempo sembra essersi fermato: il piccolo borgo della Val Veddasca, in provincia di Varese, situato a quasi 1000 metri di quota, si compone di una manciata di case basse in pietra con tetti in piode e balconi in legno, in cui vivono poco più di una decina di abitanti.
Un luogo dall’atmosfera sospesa, raggiungibile soltanto tramite una funivia oppure una scalinata di 1400 gradini lunga 1,4 chilometri. Non sono presenti strade asfaltate e l’accesso è negato ai mezzi motorizzati.
La storia
Secondo la leggenda, a Monteviasco si rifugiarono quattro briganti che costruirono qualche casa e prepararono i pascoli, per poi rapire quattro ragazze di Biegno, un paesino vicino. Nacquero così le prime famiglie e il borgo cominciò piano piano a popolarsi.
Fonti storiche, invece, raccontano che il sito venne abitato fin dall’Età del bronzo: se nel 1751 contava 286 abitanti, con il passare del tempo si spopolò progressivamente, fino ad arrivare a sole 15 persone nel 2018. Come anticipato, Monteviasco è raggiungibile tramite una funivia, aperta nel 1989: la via di collegamento, che consentiva di trasportare persone e merci dal paese a valle e viceversa, rimase in funzione fino al 2018, quando perse la vita un operaio impegnato in un intervento di manutenzione dell’impianto. La funivia è stata riaperta soltanto lo scorso anno, ridando così ossigeno ai residenti del borgo, ai proprietari di case vacanza e ai ristoratori della zona.


Le escursioni
In alternativa, si può accedere a Monteviasco percorrendo una scalinata con pendenza costante, fino a un massimo del 30%, salendo 1400 gradini. In questo periodo dell’anno la passeggiata si arricchisce di colori caldi e avvolgenti ed è possibile scovare castagne e funghi. Lungo il percorso si incontrano piccole cappelle, fino ad arrivare alla chiesa della Madonna della Serta, situata all’ingresso del borgo, e a quella dei Santi Martino e Barnaba, di cui svetta il campanile con fusto in pietra a vista mista a malta, con fasce decorative su intonaco.
Arrivati a Monteviasco, è possibile proseguire il cammino lungo una stretta mulattiera che continua in salita lungo il bosco. Con l’avanzare del percorso gli alberi si fanno più radi e l’incedere più faticoso. Si raggiunge quindi il Monte Polà, che con i suoi 1742 metri di altitudine costituisce la montagna più elevata della provincia di Varese. In quest’area passa anche il sentiero della Traversata Tamaro-Lema, un itinerario per escursionisti esperti da 12,6 chilometri, con un dislivello complessivo di 421 metri. Lungo il percorso sono collocate le opere di land art di Ivo Soldini, artista ticinese legato alla lavorazione del bronzo.








