Il ruolo cruciale della Navigazione Laghi durante l’ultima ondata di maltempo sul Lago di Como è stato evidenziato anche dal ministro: “Motonavi cruciali quando le sponde sono bloccate da frane”
Bello, quanto fragile. Il territorio del Lago di Como è particolarmente esposto ai danni causati dai sempre più frequenti eventi atmosferici estremi. L’ultimo esempio risale alla fine di settembre, quando le fortissime precipitazioni hanno provocato l’innalzamento del livello del lago, con l’acqua che ha invaso ampie zone di Como, isolando il centro cittadino. Ma non solo: frane e smottamenti hanno colpito molti abitati della costa, causando la chiusura al traffico di numerose strade tra cui anche la statale Regina e la provinciale Lariana, cruciali per gli spostamenti quotidiani.
In questo contesto, la presenza dei mezzi della Navigazione Laghi risulta ancor più fondamentale. A sottolinearlo è stato anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, arrivato a Como pochi giorni dopo l’ondata di maltempo per il taglio del nastro della nuova motonave ibrida Ambrosiana. “Non si tratta solo di turismo, le motonavi servono anche ai pendolari e agli studenti quando ci sono le due sponde del lago bloccate per frane. Questo è un mezzo di trasporto eccezionale, quindi come ministero siamo orgogliosi di aver investito questi soldi, perché sono soldi che ritornano sul territorio”, ha sottolineato Salvini.
L’impegno dell’ente però non si limita soltanto a garantire collegamenti essenziali per studenti e pendolari. Cura del territorio e contrasto al dissesto idrogeologico sono obiettivi che si concretizzano anche tramite la diffusione di una mobilità più “green”, moderna e rispettosa dell’ambiente.In tal senso, Navigazione Laghi non sta certo a guardare. Il varo della motonave ibrida Ambrosiana, in grado di ridurre notevolmente le emissioni nocive, è la testimonianza di un impegno fattivo nel preservare un territorio dal fascino straordinario. Un secondo mezzo ibrido è atteso in acqua entro la fine dell’anno, come parte dell’ampio piano industriale da 110 milioni di euro che, in buona parte, guarda a un futuro fatto di infrastrutture verdi ed efficienti, in grado di contribuire alla salvaguardia di un comprensorio unico al mondo.





