“La passione per la nautica nasce da bambino: me l’hanno trasmessa mio padre e mio zio, che aveva una barca a vela. Dopo la scuola passavo le estati in mare e lì ho capito che volevo farne un lavoro. Per questo ho scelto l’Istituto Nautico a Genova, con l’idea di trasformare una passione in una professione. Ho iniziato il 1° aprile 2019 come stagionale, che è il primo vero ingresso in navigazione. Avendo già il libretto d’imbarco, dopo qualche mese sono stato imbarcato sulle motonavi come allievo marinaio. Il percorso è fatto di step chiari: allievo marinaio, poi marinaio. Dopo un certo periodo di imbarco e un esame interno, se vuoi proseguire sulla plancia diventi marinaio aiuto timoniere: affianchi il timoniere, impari le manovre e accumuli i giorni necessari. Con quei giorni puoi accedere all’esame per la patente da timoniere. È una gavetta vera, che si costruisce stagione dopo stagione. Il timoniere è il braccio destro del comandante per la manovra. In plancia si lavora sempre in squadra: il comandante è al mio fianco, io mi occupo della manovra sotto le sue indicazioni, e poi ci sono il motorista, il marinaio e il bigliettaio, a seconda del mezzo. La nave funziona solo se tutti fanno la loro parte. Non è mai un lavoro monotono, perché il meteo cambia continuamente. Anche facendo sempre le stesse fermate, ogni manovra è diversa dalla precedente: vento, corrente, pioggia o sole contro cambiano completamente l’approccio. Non è un lavoro ‘a catena di montaggio’. Ed è anche un lavoro adatto a chi non si vede dietro a una scrivania. Io, chiuso in un ufficio, non mi sono mai visto e mai mi vedrò. È un mestiere dinamico: è un lavoro di testa, ma sicuramente più pratico. La tastiera e il monitor non servono, serve essere sempre attivi, con le mani e con la testa”.






