Raggiungibile dal borgo medievale di Careno percorrendo un’antica scalinata con 300 gradini, il gioiello romanico del XII secolo regala scorci panoramici suggestivi in ogni momento dell’anno
Una manciata di casette, poco più di 140 abitanti, un intreccio di stradine sottili e qualche centinaio di gradini che conducono al Lago di Como: Careno è un gioiello medievale che merita una visita in qualsiasi momento dell’anno. Se nelle giornate più soleggiate acquisisce un fascino luminoso, in quelle di pioggia svela il suo carattere più intenso, con i torrenti, il Tuf e il Nosè, un tempo impiegati per far funzionare cartiere e mulini, che si fanno impetuosi.
DA SCOPRIRE A PIEDI
Frazione del comune di Nesso, posizionata tra la sede comunale e il confinante comune di Pognana, Careno si lascia attraversare passeggiando, dimenticando l’automobile al di fuori dei suoi confini: per godersi appieno la visita si consiglia infatti di raggiungere il paesino direttamente dal lago, a bordo di una nave, o per via stradale, su un autobus. In questo modo si può godere a pieno della sua atmosfera d’altri tempi.

IL GIOIELLO
È la chiesa di San Martino uno dei monumenti religiosi che più sorprendono i visitatori del borgo: risale al dodicesimo secolo – viene citata per la prima volta in un documento a firma di papa Lucio III del 1184 – ed è stata a lungo il luogo di culto di riferimento per gli abitanti. Di architettura romanica, custodisce al suo interno un apparato pittorico di epoca cinquecentesca rimasto a lungo coperta da strati di intonaco. Tra le immagini raffigurate si distinguono, ad esempio, le figure protagoniste dell’Annunciazione.
IL MATERIALE
Raggiungibile a piedi scendendo un’antica scalinata con 300 gradini, la chiesa di San Martino è stata costruita utilizzando la pietra del luogo: lo stesso nome del paese “Careno” deriverebbe dalla radice ligure-celtica “Kair” (o dal latino “car”), che significa, appunto, “pietra”.

LA CHIESA DI MARIA ASSUNTA
Con l’aumentare della popolazione di Careno, la chiesa di San Martino cominciò a non essere più sufficiente per accogliere i fedeli e, proprio per questo, nel Seicento si cominciò a edificare il secondo luogo di culto del comune, la chiesa di Maria Assunta. La facciata della struttura si divide, nella sezione inferiore, in tre parti, scandite dalla presenza di lesene decorative leggermente sporgenti dalle pareti.
Nella parte superiore della facciata è stato realizzato un arco a tutto sesto. Meritano uno sguardo anche i suoi interni, affrescati nel 1957 dal pittore Pietro Grossi. Gli stucchi del presbiterio sono stati prima scolpiti dagli scultori Francesco e Agostino Silva e poi dipinti.






