Dalle prime rotte a vapore di inizio Ottocento all’Ente di Gestione Governativa, una tradizione che continua a evolvere

Nella prima metà dell’Ottocento, quando le strade erano lente e tortuose, l’acqua divenne la via più rapida per collegare le comunità. I primi piroscafi a vapore — il Verbano sul Lago Maggiore, il Lario sul Como e l’Arciduca Ranieri sul Garda — solcarono le acque tra il 1826 e il 1827, aprendo l’era moderna della navigazione lacustre. Nel giro di pochi decenni, i battelli in legno lasciarono spazio a scafi in ferro, saloni eleganti e motori sempre più potenti. La navigazione divenne servizio pubblico essenziale: trasporto di passeggeri, merci e persino della posta, con annulli eseguiti a bordo.

Dopo le difficoltà della Seconda guerra mondiale, nel 1948 le società concessionarie cedettero l’attività allo Stato. Nacque così la Gestione Governativa Navigazione Laghi, istituita ufficialmente nel 1957, che garantì continuità e sviluppo tecnologico. Oggi l’Ente gestisce una flotta di 99 unità – motonavi, traghetti, catamarani, aliscafi – per oltre 30.000 passeggeri al giorno e più di 11 milioni l’anno.
Due secoli dopo, quei laghi restano non solo specchi d’acqua, ma vie di collegamento e memoria: la rotta del progresso che continua a unire sponde, persone e storie.






