Una delle gare ciclistiche più prestigiose è legata a doppio filo con Como: quest’anno il successo è andato allo sloveno Tadej Pogacar, che ha raggiunto Fausto Coppi a quota cinque vittorie
Quello tra il Lago di Como e il ciclismo è un legame profondo, che ogni anno si rinnova in ottobre con il Giro di Lombardia. La “classica delle foglie morte” è l’ultimo grande appuntamento della stagione su due ruote e fa conoscere le meraviglie del Lario in tutto il mondo, attraverso le immagini televisive. Como è stata sede di arrivo in molte delle 119 edizioni disputate: ormai da un decennio il capoluogo lariano e Bergamo si alternano come conclusione e partenza. Immancabile è il passaggio dalla Madonna del Ghisallo, una delle salite più iconiche del ciclismo, sulla cui sommità sorge anche un museo imperdibile per gli appassionati del pedale. Altri punti chiave, negli ultimi anni, sono stati spesso il terribile Muro di Sormano (pendenze fino al 27%) e lo strappo di San Fermo della Battaglia, alle porte di Como, che con grande probabilità torneranno nel percorso l’anno prossimo.

CHE ALBO D’ORO
Quest’anno la gara, disputata sabato 11 ottobre con partenza a Como e conclusione a Bergamo, è stata dominata dal fuoriclasse sloveno Tadej Pogacar, che ha così raggiunto il “Campionissimo” Fausto Coppi a quota cinque vittorie. Con un record in più: i suoi successi sono stati ottenuti consecutivamente, dal 2021 a oggi. Da Coppi a Pogacar, il lago di Como in più di un secolo di pedalate ha fatto da sfondo alle imprese di quasi tutti i più grandi ciclisti della storia: Binda, Bartali, Gimondi, Merckx, Hinault, Moser, Bettini, solo per citarne alcuni. L’ultimo italiano a imporsi è stato, nel 2017, Vincenzo Nibali, già vincitore nel 2015. Il Lombardia (questo il nome attuale della corsa) è stata anche la sua ultima gara in carriera, nel 2022. “Sono felice, me la sono goduta al massimo”, disse quel giorno dopo aver tagliato il traguardo di Como.
UNA COMPETIZIONE FRA LE PIÙ DURE PER I SCALATORI
Il Giro di Lombardia è tradizionalmente una delle corse più dure del calendario: quest’anno i metri di dislivello erano quasi 4.500.





