I numeri delle due sponde del Lago Maggiore sono in costante crescita soprattutto d’estate, grazie anche alla capacità di attirare persone provenienti da oltre confine
Il mix tra natura, arte, storia e buona tavola offerto dai grandi laghi continua a confermarsi vincente e ad attirare turisti da ogni angolo del mondo, generando ricadute economiche importanti per tutto il territorio. Basti pensare alla Lombardia, che ha nei laghi di Como, Garda e Maggiore uno dei sui principali fiori all’occhiello. La regione nel 2024 ha fatto segnare numeri da record. Su tutti, i 53,5 milioni di pernottamenti, due terzi dei quali legati a presenze dall’estero. Rispetto al 2023, la crescita è stata del 9,4%: tradotto in valori assoluti, 3,1 milioni di soggiorni in più. Il trend positivo riguarda anche la prima parte di quest’anno. Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Regionale sul Turismo, i ponti di primavera hanno fatto segnare numeri da quasi sold out.

Brillanti, in particolare, sono i numeri legati al richiamo turistico del Lago Maggiore. Se il 2025 evidenzia un trend in crescita, già il 2024 aveva mostrato ottime performance. Per quanto riguarda la sponda varesina, a tracciare un quadro della situazione è stata la piattaforma Analytics di Confcommercio provincia di Varese, che ha fotografato i movimenti reali della persone nell’area del lungolago compresa tra Sesto Calende e il confine svizzero. Nel corso del 2024 sono state conteggiate 14,9 milioni di visite. Quasi la metà di queste (46,3%) si è concentrata nei mesi estivi, tra giugno e settembre. Molto importante, all’interno di questo flusso turistico, è la componente legata ai visitatori stranieri. Sono stati 4,9 milioni gli accessi di persone da oltre confine, ovvero quasi un terzo (32%) del totale. L’incidenza di visitatori stranieri aumenta ancora di più nel corso dell’estate: si arriva al 39,1%, ovvero 2,7 milioni di accessi. Entrando nel dettaglio dei singoli Paesi di provenienza, in testa alla classifica annuale si posiziona la Svizzera con 1,1 milioni di accessi e 293.238 visitatori, seguita da Germania (952.861), Francia (584.553), Olanda (391.387) e Inghilterra (307.943).
Per quanto riguarda invece le varie fasce d’età, la più rappresentata è quella 45–54 anni (28%), seguita dalla 55–64 (22%). Interessante anche osservare che una buona fetta di chi si reca sulla sponda lombarda del Lago Maggiore può vantare un potere d’acquisto alto (23,7%): un dato questo significativo per le ricadute economiche su tutto il territorio e non solo per la filiera turistica in sé. “I numeri parlano chiaro: questa zona del Lago Maggiore ha una forza attrattiva straordinaria, con margini ancora enormi di sviluppo”, ha sottolineato Franco Vitella, presidente di Confcommercio Ascom Luino e rappresentante di Confcommercio provincia di Varese in Camera di Commercio con delega al turismo. “Siamo custodi di un territorio che ha saputo conquistare l’interesse di milioni di persone, anche al di fuori del contesto locale, sia in Italia che all’estero. Il legame con l’aeroporto, la presenza costante di stranieri, l’affezione dei milanesi e il boom estivo dimostrano che la nostra è una destinazione forte, riconosciuta e desiderata – ha osservato -. Ora serve fare un passo ulteriore: potenziare i servizi, aumentare la qualità dell’accoglienza e investire in visibilità”.
La situazione non cambia molto anche spostandosi sull’altra sponda del Lago Maggiore, quella piemontese. Infatti, il Distretto Turistico dei Laghi (nel quale il comprensorio del Lago Maggiore fa la parte del leone) nel 2024 ha contato 1,38 milioni di arrivi e 4,66 milioni di presenze, confermando in buona sostanza l’andamento dell’anno precedente. Il Lago Maggiore rappresenta la seconda meta turistica della regione dopo il capoluogo Torino, mentre è la prima a livello di permanenza media, con 3,5 giorni. Rilevante è anche il raffronto con il periodo pre-Covid, che evidenzia una crescita davvero consistente: nel 2019 questo territorio si attestava a circa 1,1 milioni di arrivi e 3,8 milioni di presenze. Un trend positivo che sembra destinato a continuare, secondo i numeri provvisori sui primi sei mesi del 2025 forniti dalla Regione Piemonte. I laghi, infatti, nel corso del semestre hanno evidenziato una crescita sia negli arrivi (+1,6%) che nelle presenze (+2,5%) rispetto allo stesso periodo del 2024. La quota dei pernottamenti ospitati è del 19,8% sul totale regionale.






