La riapertura del 21 marzo rende il museo più sicuro, aperto e interattivo
P ortare avanti un progetto di riqualificazione urbana, con l’obiettivo di restituire alla cittadinanza uno spazio che per anni era rimasto degradato. È questo lo spirito che anima Officine dell’Acqua a Laveno Mombello (Varese), un centro culturale dedicato alla tutela e alla riscoperta delle tradizioni del territorio. Officine dell’Acqua si occupa di salvaguardare e valorizzare la navigazione delle acque interne, promuovendo attività culturali, turistiche, formative e sociali, a beneficio dei giovani e della comunità, trasformando il patrimonio lacustre in una risorsa viva per il futuro.
Una data cruciale
La data del 21 marzo 2026 segna la riapertura di Officine dell’Acqua dopo un periodo di chiusura per effettuare importanti lavori di riqualificazione. Gli interventi hanno reso la struttura accessibile e adeguata alle normative di sicurezza. Tante le novità, tra cui il rinnovo dell’area museale, con un percorso espositivo aggiornato, e l’introduzione di nuove tecnologie e nuovi strumenti digitali, oltre all’allestimento di una sala dedicata ad attività culturali, eventi e convegni. Ora c’è inoltre la possibilità di avviare convenzioni e collaborazioni con i principali enti turistici e di trasporto del territorio. Una serie di opere che permettono di rendere il museo ancora più aperto, interattivo e integrato nella rete culturale e turistica del territorio.
Per quanto riguarda i prossimi mesi, sono diversi gli appuntamenti in calendario. Ad agosto ci sarà la tradizionale benedizione delle barche, mentre il primo weekend di settembre sarà la volta del Verbano Classic Festival, che unirà musica, tradizione e valorizzazione del territorio. Occhi puntati anche sull’evento “Vele d’epoca” di Angera, dedicato alla cultura della navigazione, e sulla partecipazione della delegazione della Fondazione Officine dell’Acqua al Festival internazionale di Sète, in Francia, per rappresentare la realtà e il territorio.
Come sottolinea la Fondazione Officine dell’Acqua, conoscere le tradizioni lacustri “significa comprendere le proprie radici. La storia della navigazione sul Lago Maggiore ha contribuito a plasmare l’identità culturale, economica e sociale delle comunità del territorio”. Un patrimonio che è fondamentale trasmettere alle nuove generazioni, perché “solo conoscendo il passato si può costruire il futuro”. Officine dell’Acqua lavora per raccontare queste storie e renderle vive, affinché i giovani possano sentirle parte della propria eredità culturale. In virtù della sua attività portata avanti sul territorio, inoltre, la Fondazione Officine dell’Acqua è stata riconosciuta come raccolta museale da Regione Lombardia nel novembre 2024.





La centralità della memoria per l’identità del territorio
Fondazione Officine dell’Acqua, nelle sue attività, mette al centro una parola significativa: memoria. “Un territorio senza memoria rischia di perdere la propria identità – ricorda la Fondazione stessa -, proprio come un albero senza radici non può restare in piedi”.





