La parata dei carri allegorici che si è tenuta il 15 marzo, tra via Parco Catullo e il porto, ha trasformato il centro storico in un palcoscenico festante, tra musica e coreografie
Peschiera del Garda ha vissuto un’edizione 2026 del Carnevale all’insegna della partecipazione popolare e della valorizzazione del proprio scenario lacustre unico. Sebbene il calendario fissasse il Martedì Grasso per il 17 febbraio, la cittadina ha confermato la sua storica vocazione a estendere i festeggiamenti oltre i confini temporali consueti, proponendo il momento clou della manifestazione a metà marzo. Questa scelta ha permesso di godere di un clima più mite, ideale per accogliere i numerosi visitatori che hanno affollato le sponde del Benaco per ammirare lo spettacolo delle maschere e dei colori.
L’evento più atteso dall’intera comunità e dai turisti è stata senza dubbio la maestosa sfilata dei carri allegorici svoltasi domenica 15 marzo. Questa manifestazione ha saputo trasformare le vie del centro storico in un vero e proprio teatro a cielo aperto, animato da musica e coreografie mozzafiato. Il programma ufficiale ha previsto il ritrovo dei figuranti e delle maschere alle ore 14:00 in via Parco Catullo, da dove la parata ha preso ufficialmente il via alle 14:30. Il percorso studiato dagli organizzatori è stato un suggestivo anello che ha toccato i punti più iconici della città arilicense: il corteo ha attraversato il Ponte San Giovanni, ha proseguito con entusiasmo lungo Riviera Carducci e via Verdi, per poi imboccare il panoramico Lungolago Mazzini e concludere il suo scenografico viaggio presso il porto.
Partecipare a questa giornata di festa è stato completamente gratuito, una scelta deliberata che ha sottolineato ancora una volta la volontà dell’amministrazione comunale di rendere l’evento accessibile a ogni cittadino e visitatore. La sfilata non ha rappresentato solo un momento di svago passeggero, ma è stata il frutto prezioso di mesi di lavoro instancabile da parte di artigiani, carristi e volontari, che hanno mantenuto viva una tradizione fondamentale per la cultura locale e l’identità del Garda.










