I sindaci di Verbania e Stresa raccontano il significato profondo di una giornata da ricordare
La straordinarietà del passaggio della fiamma olimpica attraverso lo Stivale sta nel fatto che, ovunque è transitata, ha di fatto rappresentato un momento storico per quel luogo. Un elemento valido ovviamente anche per le località del Lago Maggiore – sponda piemontese – che mercoledì 14 gennaio hanno salutato l’arrivo dei tedofori, partiti da Borgo Manero e giunti anche a Verbania, Baveno, Stresa e Arona.

Il passaggio della torcia attraverso il capoluogo è stato salutato con grande soddisfazione da Giandomenico Albertella, sindaco di Verbania e Presidente della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola: “Il passaggio della Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026 nel nostro territorio è un evento di grande valore simbolico, che va ben oltre la dimensione sportiva. È un momento di unità e di orgoglio per le nostre comunità, chiamate a essere protagoniste di un appuntamento seguito dal mondo intero. La fiamma rappresenta i valori più alti dello sport: il merito, il rispetto, la fratellanza, il dialogo tra culture e generazioni. Valori che parlano soprattutto ai giovani e che lasciano un’eredità duratura. Il coinvolgimento di scuole, associazioni sportive, volontari e cittadini dimostra la capacità del nostro territorio di fare rete e di accogliere eventi di rilievo internazionale con senso di responsabilità e partecipazione. Il Verbano-Cusio-Ossola, con i suoi paesaggi, la sua storia e la sua vocazione all’accoglienza, è pronto a raccontarsi attraverso questo straordinario simbolo olimpico”.

L’emozione di un evento così unico non ha lasciato nessuno indifferente, anche perché a Stresa è successo un qualcosa di ancora più raro: la fiamma olimpica ha solcato le acque del Verbano all’interno di un pezzo di storia della navigazione lacustre, il Piroscafo Piemonte. A testimoniare quanto accaduto è Marcella Severino, Sindaco di Stresa, che nel suo racconto si ‘divide’ tra l’esperienza vissuta da cittadina e quella vissuta da figura istituzionale. “Dal lato umano è stato qualcosa di veramente unico. È stata un’emozione grandissima per me e tutti gli stresiani vedere passare la fiamma sul lungolago. È uno dei pochi eventi che ha unito tutte le generazioni, a partire dai bambini più piccoli, anche se si trattava di un pomeriggio infrasettimanale”. Un qualcosa di non scontato, considerando lo spirito degli abitanti di questo luogo: “Noi siamo abituati a vedere tanti turisti per le nostre strade, mentre lo stresiano tipicamente è piuttosto schivo. Ma questa fiamma, che rappresenta lo spirito olimpico, qui ha unito tutte le generazioni e ha mostrato il volto migliore della città: la sua capacità di unirsi e condividere un momento così significativo. È stata un’emozione che non pensavo di poter vivere, un ricordo che ci porteremo nel futuro”.
Come detto, anche il lato istituzionale è stato toccato nel profondo: “Da sindaco sono molto grata per questo passaggio, che ha visto protagonista anche il piroscafo Piemonte, fiore all’occhiello dell’ente Navigazione Laghi. Noi, come città Liberty, siamo molto affezionati a questa imbarcazione storica. È stato bellissimo vedere concretizzata l’idea del piroscafo che torna a solcare il nostro lago portando la fiamma olimpica a Isola Bella, dove ha attraversato il Salone degli Arazzi e i giardini di Palazzo Borromeo. So che queste immagini faranno il giro del mondo – conclude Marcella Severino – facendoci una grande pubblicità. È stato un modo molto alto di divulgare l’immagine della città”.

FEDERICA CESARINI, LA TEDOFORA A BORDO DEL PIROSCAFO PIEMONTE
A portare le torcia olimpica attraverso Stresa, e poi fino a Isola Bella a bordo del Piroscafo Piemonte, è stata Federica Cesarini, campionessa olimpica a Tokyo 2020 nel canottaggio in coppia con Valentina Rodini nel doppio pesi leggeri. Il poter essere tedofora sul Lago Maggiore è stata un’esperienza ricca di significati per l’atleta azzurra: “È stata un’emozione incredibile. La prima volta che ho visto la torcia olimpica è stato a Torino 2006: per me significava il desiderio di voler gareggiare nelle Olimpiadi, cosa che poi ho fatto vincendo un’oro addirittura. Fare anche una tappa sul piroscafo Piemonte è stata un’emozione incredibile, essendo questo il lago in cui mi alleno e che mi ha dato la possibilità di tornare a gareggiare con l’obiettivo olimpico”. Il doppio pesi leggeri infatti non farà più parte del programma olimpico a partire dai giochi di Los Angeles, e per questo la Cesarini si è specializzata nel beach sprint, disciplina che farà il suo debutto proprio nel 2028.

“Anche il mezzo di trasporto utilizzato, il piroscafo Piemonte, è stato emozionante e bellissimo – conclude l’atleta – Poi, al ritorno, mi sono fermata a parlare con l’ingegnere di bordo per capire come fosse stata realizzata questa imbarcazione, perché è davvero incredibile”.






