I boschi attorno al Lago Maggiore sono un habitat perfetto per questa delizia stagionale. Ad Arona nei weekend di ottobre si sono alternate le associazioni paesane con stand dedicati
Autunno, tempo di castagne. Il profumo delle caldarroste è uno dei tratti più caratteristici di questo periodo dell’anno, assieme all’ingiallire delle foglie e alla nebbiolina che fa capolino nelle prime ore del mattino e verso il tramonto. E il Lago Maggiore non fa eccezione. Nei paesi rivieraschi e sul lungolago è tutto un susseguirsi di banchetti nei quali deliziarsi il palato, magari durante una passeggiata al tramonto. E non mancano gli appuntamenti con le castagnate, per trascorrere qualche ora in compagnia. Tra i più partecipati c’è quello che è andato in scena ad Arona, nello stand allestito in Largo Vidale. Qui durante ogni weekend di ottobre si sono alternate le associazioni paesane per la preparazione delle castagne e l’accoglienza di residenti e turisti. Una serie di appuntamenti iniziata con il Gruppo Alpini, proseguita con Gruppo AIB e Protezione Civile Arona-Montrigiasco, quindi l’Associazione Nazionale Libera Caccia e, per finire, il Gruppo Abele di Montrigiasco.
I castagni, d’altro canto, trovano nel comprensorio del Lago Maggiore uno straordinario habitat naturale. Sono presenti a quote collinari in molti dei boschi delle Valli del Verbano e di Varese. Durante le epoche di guerra, le castagne hanno avuto grande importanza per l’alimentazione delle popolazioni contadine della zona, tanto che il castagno fu soprannominato “l’albero del pane”. Oggi la castagna rappresenta, oltre che un piacere per il palato, anche il filo conduttore per rilassanti passeggiate tra i boschi, alla ricerca dei “tesori” custoditi all’interno dei ricci, da raccogliere e preparare per una serata in compagnia di familiari e amici.






