L’acqua è il filo conduttore di un territorio in cui si passa dalle vette alpine alle colline brianzole, passando per le rive del Lario e la forza dell’Adda, tra memoria e futuro, tradizione e innovazione
“Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno…”: così prende avvio il capolavoro manzoniano che ha reso immortali i nostri paesaggi, trasformando la geografia della Provincia di Lecco in letteratura universale.
Da qui nasce l’identità di un territorio che si riconosce nelle sue acque e nelle montagne che lo incorniciano e che quest’anno celebra i 30 anni di attività della Provincia di Lecco, diventata una giovane adulta consapevole. Un anniversario che rappresenta l’occasione per raccontarne la visione e il cammino futuro. La Provincia di Lecco è un mosaico unico: dalle vette alpine alle colline brianzole, passando per le rive del Lario e la forza dell’Adda. Un territorio plurale, unito da un filo conduttore che scorre limpido: l’acqua. L’Adda che si immette nel lago, bagna la sponda lecchese e poi riprende il suo cammino verso Milano, accarezzando le nostre dolci colline, è simbolo di una comunità che vive di connessioni, scambi, legami.
In questa pluralità la Provincia di Lecco trova la sua missione: essere presidio e punto di raccordo tra realtà differenti, valorizzando la diversità come risorsa e costruendo coesione attraverso reti, servizi e progettualità condivise.
In questo scenario anche Navigazione Laghi si pone al servizio del territorio per rafforzare connessioni, visibilità e dialogo; la partecipazione attiva di Navigazione Laghi al Tavolo permanente per la mobilità, istituito dalla Provincia di Lecco, ha permesso di favorire l’intermodalità dei trasporti, di attivare nuovi servizi e prodotti integrati, di promuovere il territorio.
Il lago e i monti, i paesi e le valli, la Brianza operosa e la città di Lecco: tutto concorre a delineare un’identità che vive di memoria e futuro, tradizione e innovazione. Amo pensare che chi percorre queste rive ritrovi in esse il senso di una bellezza che non è solo paesaggio, ma anche appartenenza.
Come ricorda Alessandro Manzoni, “i paesi, le montagne, i fiumi, che vedemmo da ragazzi, non sono più gli stessi; eppure ci parlano sempre al cuore”. Un invito a guardare al nostro territorio con gratitudine e orgoglio, custodendolo e amandolo ogni giorno.






