Elisa De Berti, Vicepresidente della Regione, spiega come infrastrutture e percorsi suggestivi possano rendere la bicicletta parte integrante dell’esperienza turistica sul nostro territorio.
Oltre 9 mila chilometri di rete ciclabile e percorsi che costeggiano laghi, colline e città d’arte. Non è un caso se il Veneto è considerato la prima regione per cicloturismo in Italia. Ne abbiamo parlato con Elisa De Berti, Vicepresidente della Regione Veneto.
Perché il Veneto è considerato la prima regione cicloturistica d’Italia?
“Perché offre oltre 9 mila chilometri di rete ciclabile, di cui 3 mila in sede propria, e attrae un numero crescente di cicloturisti grazie a infrastrutture, paesaggi e servizi dedicati. Oltre a questo, ben cinque dei dieci itinerari del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche passano in Veneto: Ciclovia Veneto, Ciclovia del Sole, Ciclovia del Garda, Ciclovia Adriatica e Ciclovia Trieste–Lignano Sabbiadoro–Venezia. Insomma, dire che il Veneto è la prima regione cicloturistica d’Italia non è solo una suggestione: è una realtà basata su dati concreti, un’offerta vasta, investimenti reali. È anche un’occasione: trasformare la bicicletta non solo in strumento di svago o escursione, ma parte integrante dell’esperienza turistica territoriale. Chi sceglie la bici, il Veneto va alla scoperta non solo dei suoi monumenti o dei suoi paesaggi, ma di un territorio che si muove e investe in mobilità sostenibile, per il benessere del visitatore e della comunità”.
Quali ciclovie interessano in modo particolare il territorio del Lago di Garda?
“Due percorsi principali: Ciclovia del Garda e Ciclovia del Sole. La prima è un tracciato di circa 165 km che abbraccia l’intero Lago di Garda. Il tratto veneto misura 67 km e attraversa aree urbane ed extraurbane, colline, passeggiate lungolago e centri storici. Collega anche i principali parchi divertimento della zona – Gardaland, Caneva World, Movieland – e interessa otto comuni veronesi: Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda, Lazise, Bardolino, Garda, Torri del Benaco, Brenzone e Malcesine. A differenza di altre ciclovie nazionali che sfruttano argini o strade a basso traffico, quella del Garda è quasi interamente in sede propria, protetta dal traffico della Strada Regionale 249 “Gardesana Orientale”. La ciclovia rappresenta una risposta concreta anche al problema della pericolosità della Gardesana Orientale, strada ad alta incidentalità che da anni mette a rischio pedoni e ciclisti. Il nuovo tracciato protetto consentirà di separare la mobilità lenta dal traffico veicolare, riducendo drasticamente i rischi. Quest’opera è un progetto che mette insieme tutela del paesaggio, sviluppo economico e sicurezza, trasformando il Garda in un laboratorio di mobilità sostenibile a livello europeo”.

E la Ciclovia del Sole (tratto Verona-Firenze), dove passa in Veneto e che caratteristiche ha?
“Nel territorio regionale la Ciclovia del Sole interessa cinque comuni della provincia di Verona – Sommacampagna, Sona, Castelnuovo del Garda e Valeggio sul Mincio – per un’estensione complessiva di circa 27 km. Parte dal centro di Verona, da Piazza Brà, percorre tratti urbani ciclabili (alcuni promiscui, altri in sede propria), segue l’anello “Terre del Custoza” e arriva al fiume Mincio a Salionze, nel comune di Valeggio sul Mincio. I paesaggi che accompagnano questo percorso sono I colli morenici del Garda, vigneti, antiche corti rurali, luoghi delle battaglie risorgimentali e edifici di pregio storico-artistico. Nei comuni attraversati si trovano anche altri itinerari cicloturistici in ambienti naturali di grande pregio”.
In sintesi, che cosa significa pedalare in Veneto?
“Significa scoprire un territorio che investe in mobilità sostenibile, dove la bicicletta non è solo svago ma parte integrante dell’esperienza turistica. È un’occasione per esplorare monumenti, paesaggi e comunità che credono nel turismo verde, nella sicurezza di chi viaggia lento e nell’intermodalità.
La Regione Veneto sta puntando su una mobilità integrata tra bici, barca e treno per rendere il Lago di Garda sempre più a misura di cicloturista. Aggiungo un ultimo importante dato: ogni giorno, sui treni regionali veneti sono disponibili 6.500 posti bici, pari a oltre il 25% dei circa 25.000 offerti sull’intera rete nazionale”.






