Lo sport è un linguaggio universale, capace di unire le persone oltre ogni barriera, di promuovere autonomia, crescita e partecipazione, ma soprattutto uno strumento straordinario che insegna a ciascuno di noi a riconoscere il valore di ogni Persona.
Le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, che si sono appena concluse, ce lo hanno dimostrato con chiarezza, rappresentando molto più di un grande evento sportivo: sono state un simbolo di valore, dignità e diritti. Le Paralimpiadi hanno mostrato al Paese la forza, il talento, la passione e la determinazione dei nostri atleti, capaci di trasformare il limite in possibilità e di ispirare l’intera comunità.
I nostri atleti, uomini e donne, ragazzi e ragazze, con il loro impegno quotidiano, ci hanno trasmesso un messaggio di forza, coraggio, speranza e fiducia, ricordandoci che lo sport è soprattutto un luogo in cui ognuno può esprimere al meglio sé stesso, le sue capacità, il suo talento e sentirsi parte attiva della comunità.
Oggi, anche grazie alla riforma della disabilità, stiamo superando una visione legata esclusivamente all’assistenza per affermare il pieno diritto di ogni persona a essere cittadino, libero di scegliere, lavorare, muoversi, viaggiare e vivere autonomamente. In questo percorso, lo sport è e deve continuare a essere uno strumento di cambiamento culturale: non solo nei grandi eventi, ma soprattutto nelle nostre comunità che ogni giorno, con tanto impegno, promuovono inclusione e offrono importanti occasioni di crescita e partecipazione. Grazie al Comitato Italiano Paralimpico, alle Federazioni, alle associazioni e a tutte le organizzazioni che lavorano per uno “sport per tutti”, sostenendo ogni atleta.
La sfida ora è rafforzare l’accessibilità universale e puntare a una sempre maggiore integrazione tra mondo olimpico e paralimpico. Mi auguro di poter assistere il prima possibile a una Cerimonia unificata, con gli atleti olimpici e paralimpici, che sfilino insieme. Per poi raggiungere il sogno di competizioni olimpiche, paralimpiche e per disabilità intellettive e relazionali, tutte sotto la stessa bandiera olimpica. È una grande sfida, ma dobbiamo vincerla.





