Dal Cortina Sliding Centre al Livigno Snow Park: il commissario straordinario Fabio Massimo Saldini racconta l’imponente modello infrastrutturale, costruito per durare nel tempo
“Con 98 opere da gestire su tre regioni e sette siti olimpici, non stiamo solo costruendo infrastrutture, ma stiamo dando vita a uno sviluppo diffuso che rimarrà a disposizione delle comunità anche dopo la fine dei Giochi”. Con queste parole Fabio Massimo Saldini, commissario straordinario del Governo per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 e amministratore delegato di Simico, presenta il lavoro svolto in questi mesi sotto la sua gestione.
“Simico gestisce 98 opere, di cui 51 infrastrutturali e 47 sportive, per un valore di 3,5 miliardi di euro – spiega -. In poco più di 20 mesi dalla mia nomina come commissario e amministratore delegato, tutte le 31 opere funzionali alle gare sono state consegnate al 100%. Il lavoro svolto testimonia l’impegno e la determinazione di tutte le persone e le istituzioni coinvolte. Milano-Cortina 2026 non è solo una vetrina internazionale per lo sport, ma lascerà un’eredità tangibile per i territori coinvolti.
A livello strategico, per esempio, rimarrà la pista da bob, skeleton e slittino di Cortina d’Ampezzo, riqualificata sul tracciato storico di inizio ‘900. Introducendo ben 31 varianti in corso d’opera, in soli 305 giorni di cantiere, con oltre 135 professionisti al giorno, abbiamo realizzato una pista che è già protagonista di successi sportivi, con record arrivati in discipline come bob, skeleton e slittino.
In Valtellina, invece, il Livigno Snow Park rappresenta una vera e propria eccellenza tecnologica con cinque tracciati di gara che atterrano sulla stessa finish area. È servito da un bacino di innevamento che ha la capacità di produrre circa 28.000 m³ di neve al giorno, rimanendo poi una legacy per il territorio, come per gli stessi bacini di Anterselva e Bormio. Non solo sport: abbiamo realizzato la rotatoria di Bormio e la variante di Cortina, permettendo un miglior flusso del traffico durante il periodo olimpico e post-olimpico; stiamo rendendo universalmente accessibile l’Arena di Verona rivoluzionando la platea, installando un ascensore, sistemando rampe e parapetti; abbiamo appena bandito a gara la Variante di Longarone, opera attesa da più di 40 anni dal territorio.
I Giochi sono stati un propulsore per mettere in moto risorse, persone e visioni capaci di ammodernare non solo infrastrutture, ma mentalità, visioni e opportunità. In conclusione, posso affermare con certezza che Milano-Cortina 2026 sarà ricordata non solo per i Giochi, ma per le opere che sono state realizzate, per il modello che abbiamo costruito e per l’eredità che lasceremo alle generazioni future”.





